Un documento fondamentale e con il quale è bene prendere confidenza sin da subito quando si tratta di consolidamento o messa in sicurezza di un manufatto edile è il Certificato di Idoneità Statica per agibilità o condono (CIS).

 Yume Srl è figura di riferimento nel settore delle iniezioni per l’edilizia, e anche per questa ragione siamo ben consapevoli del fatto che il privato cittadino possa riscontrare alcune difficoltà nel rimanere costantemente aggiornato sui continui cambiamenti legislativi che riguardano la messa in sicurezza degli edifici. Pertanto, nelle prossime righe, cercheremo di capire meglio cos’è il CIS, come fare per ottenerlo, quanto costa e quale potrebbe essere un tipo di modello da realizzare.

CIS: Certificato di Idoneità Statica per agibilità: cos’è

I Decreti Ministeriali del 15 maggio e del 20 settembre 1985, figli a loro volta della legge n. 47 del 28 febbraio dello stesso anno,  prevedono che al fine di attestare la sicurezza delle strutture portanti di un qualsiasi edificio, debba essere prodotto un Certificato di Idoneità Statica (CIS). Il Certificato Idoneità Statica per agibilità è dunque un documento obbligatorio, già inquadrato nel sistema legislativo nazionale, me che tuttavia può essere declinato in maniera sottilmente diversa in base alle diverse disposizioni regionali e comunali. La città di Milano, ad esempio, già dal 2014 ha disposto nel proprio Regolamento Edilizio comunale (art. 11, comma 6) che il CIS dovrà essere prodotto per ogni edificio costruito da almeno cinquant’anni.

Ma indipendentemente da dove sia ubicato l’immobile, è compito del proprietario informarsi presso gli uffici comunali preposti riguardo l’eventuale esigenza di richiedere il CIS. In alternativa, è possibile delegare un professionista a tale pratica.

CIS: quando richiederlo e chi può rilasciarlo

Al netto di particolari disposizioni comunali, il CIS deve essere richiesto almeno in due circostanze:

  1. Per il rilascio dell’agibilità, soprattutto nel caso in cui per l’edificio interessato non esista alcun certificato di collaudo statico;
  2. Ad integrazione della domanda di condono edilizio. Il Certificato di Idoneità Statica per condono dovrà anche essere depositato presso il Genio Civile, mentre ciò non è necessario se lo si richiede per la sola l’agibilità.

La richiesta, e quindi il successivo rilascio, va inoltrata e sarà gestita da un professionista competente in materia. Vale a dire un ingegnere, un architetto, o altra figura tecnica. Se pare naturale che questa figura debba essere come minimo iscritta al proprio albo di competenza per redigere il certificato, diversi sono gli anni di esperienza che deve aver maturato a seconda della domanda che si deve inoltrare. Per quanto riguarda il collaudo statico, infatti, gli anni di anzianità maturati dal professionista devono essere almeno 10, mentre per il semplice rilascio del Certificato di Idoneità Statica questo paletto non è previsto.

Certificato Idoneità Statica: le prove

Per rilasciare l’autorizzazione, il tecnico incaricato di redigere il CIS deve effettuare alcune prove utili a verificare il grado di sicurezza dello stabile, o della parte interessata.

Queste si dividono generalmente in due tipi:

  • Verifiche di Primo livello

Verifiche primo livello: sono le più importanti e determinati al fine del rilascio del CIS. Il professionista valuterà le carte, la storia e il contesto in cui il fabbricato si colloca. A questo momento “burocratico” ne seguirà uno pratico, poiché l’immobile verrà ispezionato dal vivo e in situ.

Se le verifiche di primo livello hanno esito positivo, il Certificato di Idoneità Statica e sismica, per agibilità o condono, può essere rilasciato senza procedere ulteriormente.

  • Verifiche di Secondo livello

Verifiche di secondo livello: nel caso in cui le verifiche di primo livello diano riscontro negativo, sarà necessario procedere a quelle di secondo livello. Non è possibile elencarle tutte in questa sede, poiché molto dipende dalle disposizioni comunali. Di base, il professionista dovrà comunque fare riferimento normativa vigente nazionale, regionale e comunale. In base a queste potrà effettuare le ulteriori verifiche, a seguito delle quali dovrà esprimersi sulla possibilità di rilasciare o meno il Certificato di Idoneità Statica.

Ma se da un lato è vero che molto dipende dalle normative locali, dall’altro non è impossibile tracciare un quadro generale, seppur parziale, delle prove che con buona probabilità verranno effettuate.

Successivamente alla descrizione dell’immobile e prima delle normali verifiche statiche, si colloca ad esempio la fase delle acquisizioni preliminari. In parole semplici, significa che il tecnico acquisisce tutta la documentazione progettuale relativa all’immobile e la studia, potendo così effettuare una prima valutazione in assenza.

Si procede quindi a caratterizzare i materiali, e questo è possibile prima di tutto studiando le carte, poi effettuando sopralluoghi di persona, infine conducendo test atti a misurare lo stato di degrado dello stabile. Chiaramente. tali test varieranno in base al tipo di immobile, al suo stato di conservazione e alla documentazione già esistente. Se, ad esempio, esiste un folto carteggio recente che riporta l’esito positivo di test di controllo, quelli che verranno effettuati per poter ottenere il CIS saranno in numero minore rispetto a quelli che si richiederanno necessari per un edificio in evidente stato di cattiva conservazione, che magari non vanta neppure alcuna documentazione pregressa.

Gli ultimi due passaggi sono quelli più pratici, e consistono generalmente nelle prove di carico in senso stretto e nelle verifiche di staticità.

Alla fine di questo iter, se tutto va è in regola, si può finalmente ottenere il Certificato di Idoneità Statica.

Modello Certificato di Idoneità Statica condono o agibilità. Come richiederlo e quanto costa

Chiudiamo questo breve vademecum soffermandoci sulle due questioni che probabilmente più di ogni altra interessano il lettore, ovvero:

  1. Certificato Idoneità Statica: quanto costa?
  2. Certificato di Idoneità Statica: esempio di modello.

Rispondere a entrambe è possibile, ma non così scontato come potrebbe sembrare. Come abbiamo già detto e ripetuto, molto dipende dal comune in cui è ubicato l’immobile e dal tecnico a cui ci si rivolge. Di base, e confrontando alcuni listini, un prezzo non eccessivamente elevato né sospettosamente basso si aggirerebbe attorno ai 2.000 €. Un valore che può salire o scendere in base al tipo di immobile da certificare e alla presenza o assenza di documentazione pregressa.

Quanto al modello, non ne esiste uno unico e identico per tutta Italia. Ma la procedura tende ad essere simile indipendentemente dall’area geografica in cui si opera e quindi – semplificando di molto – un esempio di Certificato di Idoneità Statica potrebbe essere quello che comprende le seguenti sezioni:

  1. dati anagrafici del tecnico, suoi recapiti e tipo di albo al quale è iscritto;
  2. dati del committente;
  3. dati relativi all’immobile (ubicazione, riferimenti catastali, destinazione);
  4. dichiarazione del tecnico sulla presenza o assenza di documentazione relativa all’edificio;
  5. dichiarazione del tecnico sulle verifiche, con descrizione suddivisa in sotto-paragrafi di tutte le verifiche effettuate e dei risultati derivanti dai test. Tali sottosezioni riguarderanno, ad esempio, le prove di carico, la resistenza dei materiali, lo stato pressurativo e quello di degrado, l’indagine geologica.
  6. conclusioni a seguito dei test effettuati;
  7. certificazione, da parte del tecnico, dell’idoneità statica dell’edificio;
  8. elenco degli allegati disponibili;
  9. eventuali note;
  10. data di certificazione, timbro e firma del tecnico.

Chiaramente, questa guida non ha pretese di esaustività. Se hai esigenza di ottenere il Certificato di Ideoneità Statica per condono, agibilità o anche solo per una porzione specifica dell’edificio come può essere ad esempio la scala interna, il nostro consiglio è quello di contattare l’ufficio tecnico dell’amministrazione comunale in cui si trova l’edificio oggetto di interesse.

Qui, potrai accedere a tutta la documentazione relativa ai dati catastali e alle normative da seguire per ottenere il CIS. A quel punto potrai contattare un tecnico competente alla stesura del certificato e incaricarlo di effettuare tutte le prove del caso.

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Img: Pixabay