Le detrazioni fiscali ristrutturazione 2019 in Italia sono una realtà già dal 1986, quando sono state regolamentate per la prima volta nel Decreto Presidenziale n. 917 del 22 dicembre 1986, all’articolo 16-bis. Da allora, il cosiddetto bonus casa si è sostanzialmente concretizzato in una detrazione Irpef sulle spese sostenute che, fino al 2013, è stata pari a un massimo del 36% del totale speso, fino a un valore complessivo di 48.000 €.

Ulteriori e successivi decreti (ad esempio, il d.l. n° 83 del 22.06.2012) ne hanno arricchito le potenzialità, innalzando la soglia del recupero fiscale al 50%, per un ammontare massimo di 96.000 €. Tali disposizioni sono in vigore ancora oggi, e rimarranno immutate sicuramente fino al 31 dicembre 2019.

Chiaramente, esistono degli ambiti di applicazione differenti a seconda dello specifico contesto, e in questa guida proveremo a fare luce proprio su quelli che sono gli incentivi ristrutturazione 2019 per la casa e su come richiederli in base alla specifica circostanza.

Agevolazioni ristrutturazioni per il recupero del patrimonio edilizio

Partiamo col dire che esistono diversi tipi di bonus casa: si contano quello per il box e posti auto, per l’acquisto di immobili già ristrutturati, per la detrazione degli interessi passivi e per il recupero del patrimonio edilizio. Qui ci occuperemo solo di questi ultimi.

Nella fattispecie, è possibile richiedere gli incentivi per la ristrutturazione sia per le singole unità abitative che per alcune parti condominiali.

Bonus ristrutturazione 2019 per la casa: a quanto ammonta e per cosa è possibile richiederlo

Per le singole unità abitative si può ottenere una detrazione del 36 o del 50%. Sarà del 36% se le fatture verranno emesse a patire dal primo gennaio 2020 (a meno di ulteriori proroghe sulla normativa vigente); saranno del 50% se invece le spese – da dover dimostrare a mezzo bonifico – sono state effettuate nel periodo che intercorre tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2019. Nel primo caso il massimo detraibile è di 46.000 €, nel secondo di 96.000 €.

Può usufruirne chiunque sia soggetto a imposta Irpef, indipendentemente dallo stato di residenza ma a patto che l’immobile sia ubicato in Italia. Non è necessario essere proprietari dell’immobile. La detrazione per la ristrutturazione della casa infatti spetta anche ai soci delle cooperative, locatari o comodatari, nudi proprietari e a chiunque abbia un reale diritto di godimento sull’edificio, sia questo diritto per abitazione, superficie, usufrutto o semplice uso.

Detrazioni fiscali ristrutturazione 2019: per quali interventi possono essere richieste?

Veniamo alla portata degli interventi, dettagliatamente inquadrati nel DPR n. 380 del 06 giugno 2001.

Sostanzialmente, le categorie a cui far riferimento sono tre:

  1. manutenzione straordinaria;
  2. ricostruzione edilizia;
  3. restauro e risanamento conservativo;

La manutenzione straordinaria comprende tutte quelle opere necessarie o accessorie che non modificano la volumetria complessiva dell’edificio come l’installazione di ascensori, la sostituzione degli infissi e la recinzione.

La ricostruzione edilizia tocca l’immobile più in profondità e lo modifica. Rientrano in questa categoria le opere di costruzione dei servizi igienici, l’apertura di nuovi spazi per porte e finestre, la costruzione o la trasformazione di balconi e mansarde, fino ad arrivare alla modifica della facciata e all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Infine, il restauro e risanamento conservativo che ci interessa più da vicino. Afferiscono a questo insieme di interventi quelli atti ad assicurare la perfetta agibilità dell’immobile sia per ragioni preventive che di intervento diretto. In questo caso, si può dunque ricevere il bonus ristrutturazione 2019 se si ha necessità di aprire nuove porte o finestre per migliorare l’areazione dei locali o se c’è la necessità di adeguare l’altezza dei solari alle misure imposta dalla normativa vigente. Ma al netto di questi casi specifici, qualsiasi intervento identificabile sotto il cappello di “restauro e risanamento” può in linea teorica giovare della detrazione per ristrutturazione casa.

Agevolazioni ristrutturazioni per parti condominiali

Per i condomini, l’importo assoluto e percentuale detraibile è identico a quello delle case di proprietà. Le parti per cui è possibile chiedere il bonus a seguito di ristrutturazione sono quelle comuni, già inquadrate nell’art. (primo-ter) 1117 del Codice Civile. Per comodità, le riportiamo schematicamente di seguito:

  1. Parti e locali necessari al diretto beneficio comune (ad esempio l’ascensore e le fognature);
  2. Locali che accolgono beni e servizi in comune come la portineria e la lavanderia;
  3. L’intera area edificabile su cui sorge l’edificio, sia in orizzontale che in verticale: quindi suolo, fondamenta, pareti, porte, portoni e cortili.

Gli interventi detraibili sono gli stessi che abbiamo visto ai punti 1-3 del paragrafo precedente, e in aggiunta a questi vanno considerati anche quelli per la manutenzione ordinaria.

Quanto alla ripartizione delle spese, questa sarà decisa in base al regolamento condominiale ma sempre in ottemperanza all’articolo 1123 del Codice Civile.

Come richiedere le detrazioni fiscali ristrutturazione 2019

In via del tutto preliminare, ti suggeriamo innanzitutto di contattare la sede dell’Agenzia delle entrate più vicina a te per avere tutte le informazioni su come accedere agli incentivi ristrutturazione 2019 per la casa o il condominio. È infatti questo l’Ente pubblico al quale dovrai inoltrare tutte le pratiche.

Ti verrà probabilmente richiesto di effettuare due passaggi preliminari:

  1. Se le norme comunali sulla sicurezza nei cantieri lo prevedono, contattare l’Asl territoriale (con raccomandata di ritorno);
  2. Assicurarti di pagare, durante la messa in opera dei lavori, tutte le spese a mezzo di bonifico (non importa se bancario o postale). Per accedere al bonus casa, su ogni bonifico dovranno risultare almeno il numero di p. Iva del beneficiario, il codice fiscale di chi effettua il pagamento e la causale di versamento. Se dovesse mancare anche uno solo di questi tre dati, il rimborso non verrà concesso.

Ricordati di conservare ogni ricevuta di ogni bonifico, sono questi i documenti più importanti da consegnare unitamente alle carte catastali dell’immobile, eventuali delibere comunali sull’autorizzazione a procedere, tutte le fatture relative ai lavori effettuati ed eventuali deleghe firmate dagli aventi diritto di proprietà. La stessa Agenzia delle Entrate ha stilato una comoda guida che spiega in modo abbastanza semplice come accedere agli incentivi ristrutturazione ed evitare così qualsiasi tipo di fraintendimento. È consultabile al seguente link.

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Img: Pixabay