Se la tua casa presenta macchie di umidità di risalita, ti sarai chiesto quali sono le soluzioni più efficaci sul lungo periodo. Per aiutarti nella tua ricerca, in questo articolo abbiamo analizzato e messo a confronto le soluzioni più diffuse sul mercato per eliminare l’umidità di risalita.

Quando si riscontra il problema dell’umidità di risalita, spesso le cause vanno ricercate nei materiali utilizzati e nelle scelte architettoniche effettuate in fase di costruzione di un’abitazione. Quando le opere edilizie non sono rifinite in modo perfetto, è facile che compaia questo spiacevole problema, che porta a vivere in un ambiente poco sano, perché una casa umida è una casa insalubre.

Abbiamo già visto quali sono le cause dell’umidità di risalita e come si fa a riconoscerla.
Sappiamo che si parla di umidità di risalita quando il problema riguarda la muratura inserita nel terreno e che si manifesta nelle abitazioni quando vi è dell’acqua presente nel terreno sottostante la casa. L’acqua non riesce ad essere assorbita, si propaga verso l’alto, risalendo dalla base dei muri e, grazie ai vasi capillari dei materiali da costruzione ed al calore, si sposta tra le pareti, impregnandole. La macchia di umido è riconoscibile perché, salendo, diventa più sottile ma i suoi contorni sono ben definiti.

Umidità di risalita: quali sono le soluzioni più comuni per eliminarla

Prima di passare alla rassegna delle soluzioni più efficaci per eliminare l’umidità di risalita, è necessario distinguere l’umidità di risalita dall’umidità generica.
L’ umidità generica, quella volatile, può essere contrastata accendendo i caloriferi o arieggiando la stanza, quando le condizioni metereologiche lo consentono.
Se invece il problema riguarda il sottosuolo, la causa non è temporanea, ma è legata all’acqua che ristagna nel terreno, spesse volte carica di batteri.

Per poter individuare la soluzione più efficace, è necessario determinare il tipo ed il grado di umidità da combattere. A questo scopo devono essere utilizzate strumentazioni di diagnostica all’avanguardia ed affidabili.

I costi dei diversi rimedi variano molto di caso in caso, a seconda che si tratti di rimedi fai da te o eseguiti da una ditta specializzata con esperienza comprovata.

Le soluzioni descritte dovranno essere inserite in un adeguato piano volto a risanare definitivamente i danni creati dall’umidità. Qualora non si procedesse in questo modo, i risultati potrebbero non essere duraturi sul lungo termine ed il problema potrebbe ripresentarsi.

1 – Il vespaio sotto il pavimento

Di certo avrai sentito parlare di vespaio aerato da posizionare sotto il pavimento. Si tratta di una tecnica basata sul fenomeno dell’areazione e consiste nella creazione di un’intercapedine tra la pavimentazione ed il terreno, per impedire all’umidità di infiltrarsi nelle abitazioni.

La tecnica del vespaio, molto antica, che risale addirittura al periodo romano, è sicuramente efficace per isolare il pavimento e quindi utile per evitare che il pavimento risulti eccessivamente freddo e che l’umidità intacchi le pavimentazioni.

Ma il vespaio aerato sotto il pavimento non ha nessuna efficacia contro l’umidità di risalita sulle pareti poiché l’umido di risalita attacca le pareti e si infiltra al loro interno risalendo dalla loro base appoggiata al terreno.

Isolare il pavimento non serve a proteggere le pareti dall’umidità di risalita.

2 – Il taglio meccanico della muratura

In passato si è fatto ricorso al taglio meccanico della muratura, soprattutto negli anni ’80-’90.
Si trattava di un’operazione volta all’inserimento nelle pareti di fogli di materiali isolanti in grado di impermealizzare il muro.

Oggi è considerata una soluzione proibita dalle norme antisismiche, poiché non è in grado di assicurare la tenuta della struttura durante i terremoti. Inoltre comporta che vengano rifatti gli impianti sotto traccia.

3 – Tecnica dell’elettrosmosi attiva o invertitore di polarità

La tecnica dell’elettrosmosi o invertitore di polarità consiste nell’utilizzo di dispositivi di inversione di polarità o di neutralizzazione della carica: si tratta di sistemi che, rispettivamente, invertono il flusso o neutralizzano la carica elettrica delle molecole dell’acqua.

Il principio di questi rimedi è lo stesso: i dispositivi vengono inseriti nei muri in maniera permanente e si fanno carico della loro deumidificazione.

I risultati dipendono dal tipo di dispositivo scelto, dalle caratteristiche della muratura da trattare, dalla disposizione dei locali e della quantità di sale presente nell’acqua.
Questa soluzione non presenta particolari controindicazioni.

4 – Isolamento tramite cartongesso o polistirene

Quando si parla di cartongesso o di polistirene si fa riferimento a soluzioni adatte all’isolamento termico degli ambienti.

Questi materiali possono assolvere anche a funzioni di protezione contro l’umidità: si tratta di una soluzione molto semplice, applicabile direttamente sui muri che presentano segni di umidità.
Dopo aver ripulito la parete intaccata dall’umidità di risalita, si provvede ad eliminare uno strato dalla superficie del muro di qualche millimetro, massimo tre.

Si può così procedere ad applicare sulla parete lo strato di polistirene, sigillato con del silicone impermeabile, in tutti i giunti. Su questo primo strato, è possibile poi incollare del cartongesso che, se di colore verde, è adatto allo scopo perchè idrorepellente.

Facciamo notare che questo rimedio, la tipica soluzione fai da te, non risolve il problema dell’umidità di risalita perché, non eliminando alla radice le causa dell’umidità e non prevedendo l’applicazione di una barriera orizzontale sulle pareti, l’umidità continuerà ad attaccare i muri. L’unico vantaggio è che non si vedranno le macchie le di umido ma gli effetti proseguiranno.

5 – Isolamento tramite intonaci risananti e deumidificanti

Esistono sul mercato diversi intonaci risananti e deumidificanti, realizzati dai principali produttori, quali Mapei, Kerakoll, Fassa Bortolo, ecc. Alcuni di questi hanno anche funzioni igienizzanti.

Per contrastare il salnitro, il sale presente nell’acqua, vero responsabile del danneggiamento delle pareti e prima di scegliere l’intonaco che verrà utilizzato, è necessario informarsi sulla percentuale di sale presente al suo interno.
Questo dato viene specificato nelle schede tecniche dei diversi prodotti.
Se gli intonaci hanno alte percentuali di sale nella composizione, il loro utilizzo non avrà una durata prolungata nel tempo rispetto alla soluzione dei problemi di umidità di risalita.
In qualunque caso è fondamentale che si tratti di un intonaco macroporoso e per i muri in mattoni o pietra che sia privo di cemento.

Come abbiamo visto per il punto precedente, per far sì che il rimedio sia efficace, bisogna eliminare le fonti che generano umidità e presenza di sali.
In questo senso, l’utilizzo di intonaci, per quanto di buona qualità, non rappresenta una soluzione definitiva, perché non elimina alla radice il problema e non isola le pareti, che continueranno, nel tempo, ad essere aggredite dall’umidità di risalita.

6 – Il trattamento a barriera chimica orizzontale

Il trattamento a barriera chimica orizzontale rappresenta l’unica soluzione definitiva e duratura al problema dell’umidità di risalita, perché fa in modo che i muri non siano più in grado di assorbire acqua.
Intervenendo sulla loro composizione interna, le pareti così trattate diventano immuni all’umidità e l’acqua presente nel sottosuolo non vi si può infiltrare. In questo modo le pareti vengono rese  idrorepellenti.
Questo trattamento, poco invasivo e che non comporta grandi opere murarie, è quindi piuttosto economico. Consiste nell’eseguire alla base del muro una serie di fori profondi fino al 90% della profondità della parete. All’interno di questi fori, tramite speciali iniettori, viene inserito del materiale chimico composto da silani e silossilani, diluiti in acqua. I materiali utilizzati devono essere certificati e non tossici.
Le molecole del composto chimico penetrano nei pori del muro, sigillandoli definitivamente e creando una vera e propria barriera definitiva contro le infiltrazioni.
Una volta terminata l’iniezione, i fori vengono stuccati e, dopo un arco di tempo che varia di caso in caso, in genere entro i 3 mesi dal trattamento, la parete può essere intonacata e decorata.

A questo punto lo spiacevole problema sarà risolto. Le iniezioni rappresentano un trattamento molto efficace anche per prevenirne la formazione.

Umidità di risalita: soluzioni più diffuse

 

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